mercoledì, 30 novembre 2005
19:04

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Due diversi modi per esprimere il concetto di seconda casa.
La prima immagine, Bastione di S. Remy, ovviamente metaforico.
La seconda, vista dal terrazzo della casa vera, Portu Maga, Sardegna...

sabato, 26 novembre 2005
22:01

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7 minuti

un giorno una ragazza,
mi disse di pensare positivo.
Mi disse di non vedere tutto nero,
E le cose sarebbero andate meglio.
La sua esperienza personale
le dava ben 7 giorni di agonia e tristezza
ed era arrivata addirittura a vomitare da sola………
…………
Beh cara mia,
io vomito circa 3 – 4  volte a settimana,
perdo i sensi circa due volte a serata,
piango circa 10 volte al giorno,
piscio sangue ogni qual volta mi abbasso la lampo,
ingoio merda ogni volta deglutisco,
e se per 7 minuti riesco a non pensare,
beh cara la mia psicologa del cazzo,
posso di dire di aver passato una bella giornata.

martedì, 22 novembre 2005
19:06

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Ma allora che si fa, si vive per far un dispetto agli altri?
lunedì, 21 novembre 2005
20:05

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Archiviato da jamesdouglas80 in: suicidio o non suicidio

Ma più che vivere infelici per tutta la vita, non sarebbe meglio farla finita?

Questa non è una paranoia di un 15enne complessato e depresso, ma una lucida considerazione in una fase intermedia di una persona quasi matura. Sarebbe sbagliato parlare quando hai una ragazza o un ragazzo e tutto ti va bene, o almeno sarebbe troppo facile. Come non sarebbe giusto pensarci quando le cose ti vanno male. La vita è fatta di periodi. Per qualche fortunato i periodi positivi sono più lunghi di quelli negativi, ma nulla è eterno, almeno se non siamo noi che lo vogliamo. Una persona deve imparare a valutare gli eventi che lo colpiscono con lucida obbiettività. Sono ammessi sfuriate, incazzamenti, iperboli sentimentali, ma devono durare il tempo di una tirata di sciacquone, e poi via, si abbassa la tavoletta del cesso e si torna a vivere. Così magari, quando verremo lasciati, traditi, quando saremo delusi e affranti, la smetteremo di fringnare e rompere le palle agli altri con frasi del tipo "mi ammazzo". Ma se proprio devi farlo, che avvenga dopo un attenta analisi oggettiva, sempre che la risposta alla domanda all'apice sia un SI.

venerdì, 18 novembre 2005
16:30

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L’anno nuovo ti sorride con fare sornione, quello vecchio con irritante derisione. Cammini per strada, le mani in tasca e la testa bassa in segno di arresa, in segno di rinuncia a tutto, alla vita, alle persone. Ti circondi di cose materiali, fredde, senz’anima. Spegni la luce e continui a camminare, silenzioso e svogliato senza una meta, senza un perché. A volte le cose fredde si ergono su due gambe, ti parlano, o almeno parlano a se stesse in tua presenza. Vengono a cena, dormono sul tuo divano, dormono con te, ma quando le tocchi son sempre fredde e il tuo cuore è sempre più lontano dall’essere toccato, dall’essere scaldato, dal battere ancora, una sola volta, una volta ancora per provare cosa significhi essere vivo, per ricordarti cosa significa essere vivo. Nella via di casa incontri una ragazza di cui hai ammirato il sedere per una manciata di minuti. Ti guarda, ti saluta. Tu la guardi senza capire e ricambi il saluto. Le sue mani, il suo viso sconosciuto è uguale a quello di tutti gli altri. Quando alzi la testa per vedere il mondo, per dare un occhiata, una ventata di freddo gelido ti congela i pensieri, anestetizza i sentimenti che pensavi di avere, che pensavi pulsassero nel petto. Qualcuno ti ha detto di sorridere, di essere positivo, e tu lo sei, a modo tuo. Prepari la cena, aspetti una ragazza, aspetti un amico, ma sono estranei che parlano con un estraneo. Il tuo cuore batte, funziona, si fa sentire, vuole parlare pure lui ma viene congelato prima di rendersene conto. È solo un passatempo. Srotoli bugie per riempire l’aria, per non farti opprime dal peso del vuoto che piano piano contagia tutto, cose, persone, sentimenti, i tuoi sentimenti. Il silenzio porta facili considerazioni su te stesso, su quello che sei, su quello che vorresti essere ma non sarai mai…mai. E allora peschi dal cassetto della superficialità storie di vita vissuta, magari le colori un poco e le reciti. Sei un attore che interpreta la sua vita e davanti a se ha un pubblico che parla un’altra lingua, ma ciò nonostante rimane li, fermo, immobile, congelato in una posa. Infondo cosa puoi fare? I tuoi pensieri sono come un faro che al posto di illuminarti ti isola, ti rende distante da tutto e da tutti… forse non da tutti. A volte parli, a volte vorresti parlare, ma non sempre c’è. Non sempre ne ha voglia anzi, il più delle volte è distante, scappa, si rende invisibile. Si nasconde dietro una facciata e recita anche lei, un po’, un po’ molto o un  po’ poco non importa, rimarrà sempre inafferrabile. Non sai il perché, o forse eviti di scoprirlo, eviti di chiederlo per continuare a galleggiare nel vuoto, eviti di chiederlo perché le parole non escono, perché non sono mai uscite rimanendo dentro a formare un’altra vita, un’altra storia, che solo tu conosci, che solo tu puoi finire. Allora diamo tutta la colpa al destino, al rapporto fra causa/effetto che tu vorresti cambiare, modificarne la causa per un effetto più dolce, a lieto fine. Ma forse non è possibile. Forse è meglio che l’equilibrio creatosi rimanga così e che l’unica strada su cui correre e in cui modificare gli eventi rimanga un foglio o forse due, forse un’altra vita, forse un’altra persona…

 

domenica, 13 novembre 2005
17:13

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RICORDI

La nostra personalità alla fine è contenutà nei nostri ricordi. In ciò che ci ricordiamo del passato. Se fosse vera la cazzata della reincarnazione, dovremmo portarci a presso i nostri ricordi, altrimenti non saremo veramente noi.

Dopo essere stato mesi fuori casa, sono ritornato per una visita, e ho ritrovato la mia camera "in ordine". Quell'ordine tutto speciale che hanno le mamme. Mi guardo in torno spaesato, controllo un po qua, un po la, cosciente che tanto presto andrò via, fino a quando non vedo una cosa strana. Per un mio compleanno una persona molto speciale mi aveva regalato una videocassetta, alla quale tenevo così tanto, che per vederla dovevo ogni volta ritoglierla dal pacchetto regalo, come se rivolessi provare all'infinito quel sentimento della prima volta, dell'illusione che accompagna lo scartare un regalo. Beh, ho ritrovato si la VHS, ma bella e sistemata fra le le altre, e ovviamente scartata. Ho sperato in una spiegazione razionale, ma ovviamente non c'è stata. Non si ricordava di averlo fatto, e non avrà mai il rimorso di aver fatto una cosa sbagliata. Nella vita di mia madre quel fatto non è mai accaduto, nei suoi ricordi non c'è mai stata quell'azione, quindi dico io, se uno si dimenticasse cose ben più gravi? se ci dimenticassimo di aver tradito la nostra ragazza o il nostro ragazzo? O di aver massacrato di colpi qualcuno, o fatto altre cose orribili,  alla fine per la nostra personalità non le avremmo mai fatte e ci comporteremo di conseguenza. Quindi dimenticatevi pure di essere delle persone di merda, non sia mai che succeda davvero....

EFFETTI COLLATERALI: la puzza vi accompagnerà per tutta la vita.

mercoledì, 09 novembre 2005
14:06

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ESITO BATTAGLIA:

Rottura completa del retto femorale anteriore, fra terzo medio ed inferiore della coscia.

domenica, 06 novembre 2005
12:03

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ORE 15.00 DI DOMENICA 6 NOVEMBRE.

15 CONTRO 15..... LA BATTAGLIA STA PER INIZIARE

giovedì, 03 novembre 2005
18:46

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THE DOORS

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martedì, 01 novembre 2005
03:06

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Ora vorrei che chiunque passasse di qui, mi facesse un regalo. Non è il mio compleanno, non è natale, non è una ricorrenza, ma non ci siamo mai conosciuti, quindi abbiamo un arretrato immenso gli uni con gli altri.

Vorrei che mi regalasse un ricordo nascosto. Non importa se è vecchio o recente, ma vorrei che fosse un qualcosa di seppellito in voi. Non importa che vi risulti stupido, o che possa  risultare stupido agli altri, vorrei solo che fosse vero.

Io per tutta la serata ho pensato alla mia ex, che non è solamente la mia ex ragazza, ma è anche la mia ex amica. E pensavo a quanto bella fosse la vita, e a quanto felice potessi essere. Ho pensato anche al fatto che non gli ho mai detto chiaramente tutto questo, ma sono contento di una cosa. Lei ora ha una sua vita, con un ragazzo, con degli amici, con una scorta di felicità, e la mia malinconia è rimasta chiusa in me. Non gli ho mandato nessun messaggio che personalmente mi sarebbe sembrato fuori da ogni schema, e non gli ho fatto pesare i miei sentimenti. Oggi, lei ha vissuto un altro giorno senza di me, bello o brutto che sia non posso saperlo. Spero sia bello ovviamente. Io.... mi accontento di pensare a lei. Tuitti noi dobbiamo vivere al meglio, e non è giusto che chiunque sia, anche se nelle migliori intenzioni, ci impedisca di farlo.

SCUSA DAVVERO. OVUNQUE TU SIA, QUALSIASI COSA STIA FACENDO.