sabato, 21 ottobre 2006
12:49

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(inizio post ore 19)

Non avere internet a casa mi fa sentire un po’ fuori dal mondo. Ad aggravare la situazione mi manca anche l’antenna in camera, quindi non guardo mai la tv visto che la compagnia dei ciccioni non è delle migliori, nonchè rivoltante per lo stomaco. Per ora è un bene visto che non ho tempo neanche per dormire, figuriamoci per cazzeggiare con futili strumenti che futili non sono, ma rendono pigra la mente. Per esempio non sapevo niente dell’incidente a Roma…madonna che casino. Visto che ci siete, ogni tanto scrivetemi cosa succede nel mondo, o almeno in italia. PS, risparmiatemi la politica.

(ore 00.20)

Ho appena fatto 4 ore di corso BAS, ovvero Bartender American System, che per dirla in parole povere è il corso di BARMAN. Sono sveglio dalle 6 del mattino e ieri sera mi sono coricato alle 3, in parte grazie alla Silvia, alla Paola e alla baciata, porco DIO.

Sto dormendo veramente poco. 4/5 ore a notte e sembra che il tempo non basti mai. Lavoro, prepara il pranzo, prepara la cena, e più tempo ci metti, più economizzi le risorse. Ho così pochi soldi che sarà un miracolo arrivare al 15 del prossimo mese. Leggi, da quando sono qua mi son divorato tre libri fra cui un Bukowski che non ricordavo, e ora ho iniziato con Fante. Bella invenzione le biblioteche, per non parlare dei 50 DVD che mi sono copiato. Scrivo un po’ quando posso, lavo, tengo in ordine, stiro. Mi sono appena mangiato un MONCHE’RI’ di una confezione comprata per Jessica, che dovrei vedere domani. Non ho ancora capito se è di Mantova e lavora a Parma, o se vive a Parma e lavora a Mantova…mah!!!...

Ah, si, mi son dimenticato di fare il punto della situazione. Il lavoro non mi piace, ma devo pur pagare l’affitto. Ho scoperto che il capo officina è il fratello del titolare, e prende sui tremila euro al mese. Ha una moglie in tailandia che gli ha dato un figlio, ma lei vive li, e non so bene dove stia il figlio. Il giorno dopo la riscossione della busta paga si assenta per andare a fare un bonifico per la moglie, e le notti le passa alla BRUCIATA, che per chi non fosse del posto, e dove si va a puttane. Non parla, è un reggiano montanoro di merda, tossisce sempre e fuma due pacchetti di sigaretta solo al lavoro. Anche lui come Pino si veste che sembra un pappone, ma sappiamo di sicuro che è un cliente. Giovanni, l’altro capo officina,  invece vive a Mantova, che da Reggio non è proprio vicina. Saranno minimo 50 KM, che si fa di strada normale. Si alza alle 4 del mattino, e quando torna dalla moglie, se ne va al bar con gli amici a bere. Rimane un tipo tranquillo. Il titolare è uno spilorcio di merda. Non concede aumenti se non quelli dello scatto di anzianità, non da malattia, non ha voluto il sindacato, e sta sempre in officina a controllare. Non gli ho ancora rivolto la parola. A volte sono tristissimo, ma penso dipenda dalle poche ore di sonno, altre invece sono euforico, per via delle mille possibilità che mi offre la vita. Venire qui mi ha aperto la mente. Sono pieno di idee che vorrei potessero realizzarsi in una settimana, ma ci vuole oggettivamente tempo. C’è sempre una persona che mi manca molto, e che mi fa compagnia tutti i giorni quando chino su me stesso taglio lamiere, stampo marchi e faccio buchi a dx e a manca. Gli dico tutto, soprattutto quello che non sono mai riuscito a dirgli, e non è poca cosa. A volte vorrei potesse vedermi. Non mi parla più, non mi risponde, probabilmente dovrei smetterla di rompergli le scatole con messaggini, o di tanto in tanto lettere dal sapore dell’addio, ma dal retrogusto malinconico. Ma so che anche se non si fa sentire, anche se mi ignora, sarebbe fiera di me nel vedermi felice e pieno di voglia di vivere. Da quando mi ha lasciato la mia vita è andata avanti, ma qualcosa di molto importante non si è più mosso. Non so se è questo che adesso cerca di rincorrerla e rimettersi al pari, ma fattosta che sono pieno di energie, pieno di voglia di fare. E come se mi stessi preparando per comquistare il mondo partendo dalla fabbrica. Non so che significato dare al suo silenzio, posso solo prenderlo come una conferma che è felice e serena e che finalmente, cosa che non poteva fare con me, è riuscita a trovare un po’ di serenità. Io sono come il whiskey. Non piace a molti. Ti da la botta al primo sorso. E’ solo per gli intenditori ma una volta sceso è amore per sempre. Questa puttanata l’ho rinfilata a una tipa sabato e ha funzionato. Era pure strutturata un po’ meglio, ma son passati ponti sotto i fiumi da allora.

Son difficile, per questo ho pochi amici. Non sono fatto per persone deboli, per persone non ancorate a delle consapevolezze. Vado bene per poche donne e acora meno vanno bene a me. Da quando sono qua ho parlato con decine di ragazze. Con qualcuna ci sono uscito, e con una ho concluso. Ho fatto in tempo a trovare la ragazza della mia vita e farmi mandare a cagare e rischiare la rissa con il ragazzo che gli stava dietro e gli amici. Jessica non mi vuole far soffrire, ma piccola mia (30 anni, tanto piccola non è), se riesci a farmi stare peggio di quello che son già stato, ti regalo il mondo. Veramente poche di loro però hanno interesse per il prossimo. Non gliene frega niente, stanno li a parlare, e poi magari ti baciano pure, ti toccano e si strusciano e cosa sanno di te? Età, lavoro, luogo di nascita, fine. Penso di essere qls di più di questo. Sò un sacco di cose cazzo. Ho letto molto, e se si parla di cinema sono una drago. Ti srotolo filmografie su due piedi, trame, commenti. Non sono banale di fondo, ma a volte mi comporto come tale. Ora sono fondamentalmente stanco, è quasi l’una e domani sveglia alle 6, la notte c’è la banda Bardò al Fuori Oraraio ma ci farò solo una capatina per Jessica, poi diritto per un’altra meta. Si dormirà poco anche domani, e domani sera acora di meno, ma la vita mi ha abbandonato per troppo tempo, ho degli arretrati e non ho intenzione di perdermi neanche i titoli di coda.

sabato, 21 ottobre 2006
12:42

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NON E’ UN’ALTRA STORIA D’AMORE


A volte mi perdo nei sogni del risveglio

E vivo delle vite che non sono mie,

trascinandomi  sensazioni che non mi appartengono

per tutto il giorno.

Spesso  la malinconia mi assale

Ed è solo il pensiero di una ragazza

Che riesce a scuotermi l’anima.


E rivivo nella mia mente

Quei momenti accanto a te.

La tua pelle delicata

In una vita troppo  dura

E il tuo sorriso

In questa notte buia

È come  un lento di fine serata

Che mi culla e mi adagia

All’interno di un sogno infinito.

venerdì, 13 ottobre 2006
16:32

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UNA VITA DIVERSA CON I TAPPI ALLE ORECCHIE


 


Oggi avevo un libro in testa


Ma si è perso nella monotonia dei mie gesti.


E avevo persone tristi


Che hanno rinunciato alla vita.


E altre che non ne avranno mai una loro.


Avevo macchine con un’anima


 E storie da ascoltare in silenzio.


C’è quello che da 11 anni


Aspetta l’occasione per andare via,


E quell’altro precario da 6


Che forse non ha ancora disfatto le valigie.


C’è il padre di famiglia che non vuole guai


E che vota a sinistra,


E c’è il vecchio a cui mancano i contributi…


TUTTI.


C’è l’uomo in cravatta


Che si nutre di se stesso,


E c’è l’ex dipendente


Che non conta più i soldi.


E poi c’è un ragazzo che lavora in silenzio


Ma in silenzio non sono i suoi pensieri


che rinchiusi dai tappi simulano un concerto,


e le sue idee che fanno una festa


o forse un orgia.


2400 tagli oggi,


quasi quanto le sue braccia.

venerdì, 06 ottobre 2006
16:45

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Convivo con due ragazzi nella quasi più totale indifferenza, e per fortuna direi. Pino, detto anch eil "pappone" è di Salerno. Ha trentacinque anni portati decisamente male. Il gusto per i vestiti è decisamente squallido. Mio padre che ha 52 anni sembra molto più giovanile di lui (va beh, forse è la crisi di mezza età. Pino parla un italiano strano. Penso che si sforzi di non parlare terronese, e questo è da ammirare, ma traduce i suoi pensieri in italiano, e questo porta una sintassi della frasi alquanto sballata e di difficile comprensione. Fra l'altro parla sempre a bassa voce, e se pur a 35 anni cabla citofoni con un cotratto a termine, fà lo splendido e quello che sa tutto. E' detto il pappone perchè  sta con una ragazza nera, con la quale ho provato a scambiare due parle, ma non mi risponde facendo l'inkazzata. L'altro è Antonio, detto Paolo. Paolo perchè in fase di presentazione ho capito si chiamasse Paolo e  per due settimane l'ho chiamato così, senza che lui mi dicesse nulla. Pesa 150 Kg circa, ed è pieno di peli. Vi chiederete come lo so, è questo il punto, gira sempre senza magliettina...uno spettacolo. Che poi da un pò c'è pure il fratello, che sarà sui 130, identico a Paolo. Svegliarmi e vederli nudi, magari in mutande tutti e due, è qualcosa di drammatico, ve lo assicuro. Ah, i fratelli grissini son di Napoli, e ciò vuol dire che quando parlano fra di loro non ci capisoc un cazzo, comrpeso urla la mattina.Altro dato importante, il fratello è semrpe in bagno a cagare, e la cosa non è affatto paicevole.  E viviamo nella più totale diffidenza tutti e tre, cambiando tavoletta dle cesso ogni tanto per via del peso piuma, e facendo le pulizie due volte a settimana perchè Dalla stanza di Paolo esce un odore nauseante. Davvero, neanche il giorno dopo il messicano, dopo una giornata di lavoro, la mia merda puzza così tanto. E poi vi direte, ci sono io. Quello ch esce la mattina alle 7 e torna la sera alle 20 per poi risucire. Quello che non passa ore a cucinare pietanze assurde, ma che si accontanta di una pastasciutta o di due patate al vapore e ora sta in un internet point ed ha fretta di andare via, quindi correggeteveli da soli gli errori e non scassatemi la minchia!!!!!


A SI BIRI!!!!