...il mio problema è che voglio troppo dalla vita, ho semrpe voluto troppo. Forse non sarò mai felice per questo. Io non mi accontento mai, non mi accontento quando i medici mi dicono che posso correre, perchè a me non basta correre, io devo essere più veloce di tutti, e non mi basta correre se non posso giocare a rugby, e non mi basta giocare a rugby se non posso essere il più bravo, ma per esserlo i fisiatri devono capire cosa ho, ma non lo capiscono. Io voglio il meglio, ho speso tutti i soldi che ho per la cucina, perchè non volevo accontentarmi, e non mi accontento neanche con i miei amici, perchè secondo me quando uno si rompe una gamba e rimane un mese a casa perchè nessuno se lo fila, non ha dei veri amici. e può, anzi deve volere di più. Non mi sono mai accontentato di andare bene a scuola, io dovevo essere il migliore, e dovevo essere il più forte quando facevo pugilato, e volevo vincere il torneo di dama in prima media, quando c'erano tutti quelli delle terze, beh, ti dirò, lo vinto. E non sono stato soddisfatto fino a quando ai giochi della gioventù non sono arrivato primo al lancio del peso e non mi hanno messo nella staffetta 4x100. Per me in seconda arrivare 2°, è stata un umiliazione. Fin da piccolo ho sempre pensato di essere speciale. Mi misuravo con ragazzi molto più grandi di me, e me la prendevo a morte quando non vincevo. Dicono che un sintomo della depressione siano le manie di onnipotenza...sicuramente ce le ho tutte. E non mi accontento nel scegliere le ragazze, quando qualcuno potrebbe anche avanzare l'idea che non posso pretendere tanto alla fine dei conti, ma sono fatto così, nonho voglia di stare con una che prima risponde ai messaggi e poi mi dice ti amo con la cingomma fra i denti. Al test di ammissione alle superiori arrivai dodicesimo. Quanto suonava male quel numero, eppure tutti i miei professori rimasero stupiti...io no, anzi, ero terribilmente umiliato. Volevo sempre essere il primo, e ora, dopo tanto tempo, qualcosa l'ho ottenuta...sono terribilmente solo...