Quando avevo circa 15/16 anni, più 15 che sedici, camminando per la strada trovai uno stralcio di un giornaletto, la parte dedicata agli annunci. Era periodo di cambiamenti per la mia vita. Quel particolare periodo in cui molto probabilmente è finita la mia adolescenza ed è iniziata la vita reale, quella senza rete quando cadi, quella che quando sbagli ti bastona senza pietà. Stavo sempre da solo con il mio walkman, vi ricordate il walkman? quello che funzionava con 200 batterie stilo, che ti mangiava le casette e che assomigliava a un mattone sia di forma che di peso? Grande rivoluzione quando passai dal W. a 2 stilo a quello con una stilo sola. Invidia generale. Presi questo foglio e scrissi a quelle persone e li, in quel momento incominciò la mia "carriera" di corrispondente. La prima persona che mi rispose fù una ragazza di modena con la quale instaurai una bellissima corrispondenza e che in barba alla distanza ebbi il piacere di incontrare. I tempi erano dilatati allo spasmo. Scrivevi, inbucavi e aspettavi. La lettera arrivava circa 4/5 giorni dopo sempre che non si perdesse in tasca di qualche postino. Una settimana almeno per scrivere la risposta, e poi i canonici 4/5 giorni per arrivare. Se tutto andava bene e non sempre la risposta era così celere, si riceveva una lettera ogni 2/3 settimane. Questo mi fece pensare che era meglio avere più corrispondenti, e così cercai qualche rivista da dove prendere indirizzi, ma dove cercare? Sicuramente non in quei giornaetti per ragazzine deficenti. La maggior parte la presi dalle riviste musicali, altre dai manga. Avevo una caterba di corrispondenti ma la distanza, che esse fossero di modena o del polo nord, ha fatto diluire e poi estinguere tutti i rapporti. Qualche anno dopo è nato internet. Nato non proprio, è arrivato nelle case. Vi ricordate l'abbonamento che andava a ore di Tiscali? Non solo dovevi pagare la bolletta telefonica, ma dovevi anche avere un abbonamento di un tot di ore per viaggiare a 2/3 Kappa al secondo. Fantastico. Sono arrivate così le prime mail. Non mi sembrava vero, potevo scrivere a una persona e ricevere una risposta nell'arco di una giornata, a volte di un ora. E poi C6, una delle prime chat private. Parlare in tempo reale con una persona che abitava km e km da te, sensazionale. Nei primi tempi la qualità era davvero alta. Pochi abbonati, poca gente, poche schifezze e questo si rifletteva anche nella fiducia maggiore che le persone ti riponevano. Poi i maniaci sono incominciati ad affiorare, e le selezioni sono state sempre più severe. Un piccolo ricordo vorrei dedicarlo a quelle chat pubbliche che a differenza di quelle dinamiche di adesso, avevano bisogno di un restart ogni volta che volevi aggionrare i messaggi. Ehehehe, che ricordi cavolo. E ora tutti hanno un blog, contatto msn, facebook, i più fighi sono su badoo etc etc. Si da per scontato tutto, si danno per scontate le persone, e non dover più aspettare settimane per ricevere una lettera, ha sicuramente anestetizzato il piacere che abbiamo nel leggerci, nel comunicare, e quelle distanze che teoricamente ora sono abbatture, sono enormi muri di diffidenza e superficialità dietro i quali giochiamo a essere persone che non abbiamo il coraggio di essere e vivere vite che desideriamo ma che siamo incapaci di vivere.